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Gli impianti di trasmissione

Siamo “irradiati” in ogni istante con intensità più o meno elevate che dipendono da molti fattori, sottoponendoci a rischi volontarie a rischi imposti.
A seconda delle nostre necessità e bisogni, stabiliamovolontariamente se e quando mettere in funzione la lavatrice o fare una telefonata con il cellulare.
Nel caso delle stazioni di telefonia e, in particolare, delle emittenti radiotelevisive, le onde che portano il segnale ai nostri apparecchi sono presenti nell’ambiente in maniera costante e indipendente dalla nostra volontà.
Nell’esempio in figura, è schematizzata l’esposizione alle radiazioni di un antenna direzionale. L’edificio C può avere un’esposizione maggiore rispetto all’edificio B poiché si trova in corrispondenza della direzione di massima radiazione; in ogni caso, solo una maggiore distanza e una minore potenza garantiscono più bassi livelli di esposizione; l’edificio A, posto dietro l’antenna, non è interessato dalle radiazioni.
Ad esempio, la situazione descritta può essere paragonata all’effetto di un ventilatore: vicino “sentiamo” il vento, a media distanza proviamo refrigerio, lontano l’effetto si annulla; l’aumentare della “potenza” del ventilatore consente di spostare più aria a maggiore distanza.

La telefonia mobile

Una rete per la telefonia mobile suddivide il territorio da coprire in una serie di celle di trasmissione adiacenti per garantire la continuità delle chiamate mentre ci si muove da una zona ad un’altra. Occorre osservare che la copertura è proporzionale alla potenza di emissione, la quale è ormai ridottissima; nel caso del recente sistema UMTS, essa si limita a qualche decina di Watt. Inoltre, la potenza di emissione di ciascun telefonino viene automaticamente regolata dall’apparecchio al fine di garantire il necessario collegamento con la SRB. Questo comporta una minore esposizione personale e una durata più lunga delle batterie del cellulare (vedi tabella).

La radiofonia

Nel caso di antenne radiofoniche la propagazione èomnidirezionale: si diffonde in ogni direzione e i valori di CEM aumentano quanto più si è vicini a essa.
In entrambi i casi, direzionale e omnidirezionale, le strutture delle nostre abitazioni (le murature, i solai con armature in ferro) sono validi elementi che riflettono o schermano le radiazioni elettromagnetiche riducendone i livelli di esposizione fino all’80% rispetto all’esterno.
Dal punto di vista tecnico i sistemi radiotelevisivi e quelli di telefonia mobile sono nettamente diversi. I sistemi radiotelevisivi, infatti, sono costituiti da un numero limitato di trasmettitori eripetitori; per favorire le trasmissioni, essi sono dislocati su alture, in zone scarsamente popolate; l’area di copertura (centinaia di km quadrati) dipende dalla potenza di trasmissione e dalle condizioni di riflessione dell’atmosfera.
Il segnale, sia audio che video, viene, così, “spazzato” a notevole distanza e gli utenti, per captarlo, devono fare ricorso ad antenne riceventi poste sulla sommità degli edifici.
I trasmettitori e i ripetitori hanno una potenza media di alcune migliaia di Watt .
 

Il sistema dei “telefonini” è costituito da una rete di stazioni radio base (SRB) conpotenze nettamente inferiori rispetto ai sistemi radiotelevisivi.
Il campo di copertura di una SRB è denominato cella di trasmissione, da cui il nome cellulare (vedi figura pagina a fianco).

La televisione

Un ultimo tipo di emittenti sono i cosiddetti ponti radio che hanno lo scopo di trasferire un segnale fra due punti lontani, tra loro visibili e senza alcun ostacolo. Solo lungo questa linea ideale si possono rilevare i maggiori valori di campo elettrico. 

Nella tabella sopra sono state messe a confronto tutte le possibili fonti di CEM considerando le potenze di ciascun tipo di emittente. Da una rapida analisi dei dettagli tecnici si comprende che i sistemi di trasmissione omnidirezionale (le antenne per le trasmissioni radiofoniche) sono quelli che possono produrre i maggiori rischi per la salute umana. Allo stesso modo anche quelle per la diffusione del segnale televisivo (a causa delle potenze in gioco) se localizzate nei pressi di centri densamente abitati, possono rappresentare un serio pericolo per la salute pubblica. In questi casi il principio di precauzione suggerisce la delocalizzazione degli impianti in zone scarsamente popolate.

Lo sviluppo tecnologico ha consentito di ridurre gradualmente le potenze sia delle SRB che dei telefonini. È importante notare che il telefono cellulare è anche’esso un’antenna che trasmette a contatto con il nostro corpo; l’uso dell’auricolare riduce l’esposizione fino all’80%.
Un’ulteriore soluzione per diminuire le esposizioni è rappresentata dall’uso di“microcelle” da 1-5 W più numerose e più accuratamente distribuite.

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